Sulla sorte dei rapporti bancari cointestati in seguito alla morte di uno dei due titolari

Autore: Silvia Italia

05 Agosto 2022

Il Tribunale di Catanzaro in data 29 giugno 2022 si è pronunciato in tema di blocco dei servizi bancari in seguito alla morte di uno dei due titolari del rapporto cointestato.

La vicenda in esame muove dal rifiuto ricevuto da una correntista di Poste Italiane S.p.A. ad un’operazione di prelievo in contanti presso uno sportello bancomat.

Detto rifiuto, in particolare, veniva giustificato dal responsabile dello sportello in ragione del blocco apposto dall’istituto all’indomani della morte del marito della correntista, cointestatario dei rapporti contrattuali intrattenuti dalla signora, destinato a mantenere la sua vigenza fino al completamento della procedura di successione del contitolare deceduto.

I rapporti bancari accesi presso Poste Italiane S.p.A. erano un libretto di deposito a risparmio nominativo e un conto corrente, nella contitolarità dei coniugi al momento del decesso del marito e con gestione affidata al sistema di firma disgiunta dei titolari.

Stante la permanenza del blocco delle somme anche in seguito all’intervento dei legali dell’interessata, con ricorso ex art. 700 c.p.c. la correntista domandava che venisse ordinato a Poste Italiane S.p.A. di riattivare di tutti i rapporti bancari in essere ad essa intestati nonché di sbloccare l’intero patrimonio ivi giacente. In via subordinata chiedeva che venisse disposto lo svincolo del 50% della somma in deposito, oltre all’ammontare delle spese funerarie e dei ratei maturati e maturandi a titolo di pensione di invalidità, di indennità di accompagnamento e di pensione di reversibilità.

Secondo il Giudice chiamato a pronunciarsi, nel caso che occupa trova applicazione la disciplina dell’art. 1854

c.c. in forza della quale nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto.

Non risulta pertanto pertinente il testo unico n. 346 del 31.10.1990 richiamato da Poste Italiane per giustificare il blocco del conto, poiché trattasi di disciplina dettata per finalità che esulano dalla vicenda in esame.

L’applicazione dei suddetti principi al caso di specie ha portato il giudicante a ritenere illegittima la condotta di Poste Italiane S.p.A., posto che la solidarietà dal lato attivo sopravvive anche alla morte di uno dei contitolari, con possibilità per l’altro cointestatario di compiere operazioni attive e passive sino all’estinzione del libretto.

Del tutto privo di pregio è stato ritenuto il rilievo di parte resistente relativo alla circostanza che il contitolare ha diritto di chiedere, anche dopo la morte dell’altro, l’adempimento dell’intero saldo del libretto di deposito a risparmio e che nel caso di specie tale diritto non fosse stato esercitato.

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