ECJ C-267-20_L’applicazione ratione temporis dell’art. 10 direttiva 2014/104

Autore: Lavinia Florimo

06 Luglio 2022

 

Con la sentenza resa il 22/06/2022 nella causa C‑267-20, Corte di giustizia dell’Unione europea decide una domanda di pronuncia pregiudiziale sottopostale da una Corte provinciale spagnola riguardante, tra l’altro, l’applicazione ratione temporis della disciplina sulla prescrizione di cui all’art. 10 della direttiva 2014/104, alla luce dell’art. 22 della stessa, ad un’azione di risarcimento di danni generati dalla violazione delle disposizioni del diritto della concorrenza.

La questione che, tra le altre, è stata sollevata dal giudice del rinvio e rimessa alla ECJ riguarda l’applicazione ratione temporis dell’articolo 10 della direttiva 2014/104, conformemente all’articolo 22 di quest’ultima, a un ricorso per risarcimento danni che, sebbene vertente su una violazione del diritto della concorrenza che è cessata prima dell’entrata in vigore di tale direttiva, sia stato proposto dopo l’entrata in vigore delle disposizioni che la recepiscono nel diritto nazionale.

Nel dare risposta al quesito posto, la Corte osserva che, al fine di determinare l’applicabilità ratione temporis delle disposizioni della direttiva 2014/104, occorre stabilire:

– in primo luogo, se la disposizione di cui trattasi costituisca o meno una disposizione sostanziale;

– in secondo luogo, se la situazione in questione, laddove non possa essere qualificata come nuova, fosse acquisita prima della scadenza del termine di recepimento di detta direttiva o se abbia continuato a produrre i suoi effetti dopo la scadenza di tale termine.

Dalla giurisprudenza della Corte risulta che, a differenza dei termini processuali, il termine di prescrizione si riferisce al diritto sostanziale.

D’altro canto, la ECJ precisa che, per stabilire se la situazione di cui al procedimento principale fosse acquisita prima della scadenza del termine di recepimento della stessa direttiva o se essa abbia continuato a produrre i suoi effetti dopo la scadenza di tale termine, occorre verificare se, alla data di scadenza del termine di recepimento della direttiva 2014/104, ossia il 27 dicembre 2016, il termine di prescrizione applicabile alla situazione di cui al procedimento principale fosse scaduto.

Dunque, in conclusione, la Corte afferma che “l’articolo 10 della direttiva 2014/104 debba essere interpretato nel senso che esso costituisce una disposizione sostanziale, ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 1, di tale direttiva, e che rientra nel suo ambito di applicazione ratione temporis un ricorso per risarcimento danni per una violazione del diritto della concorrenza che, sebbene vertente su una violazione del diritto della concorrenza che è cessata prima dell’entrata vigore di detta direttiva, sia stato proposto dopo l’entrata in vigore delle disposizioni che la recepiscono nel diritto nazionale, sempreché il termine di prescrizione applicabile a tale ricorso, in virtù delle norme previgenti, non sia scaduto prima della data di scadenza del termine di recepimento della medesima direttiva”.

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