Conflitto Russo – Ucraino: ripercussioni anche sulla proprietà intellettuale?

Autore: Alice Rocco

17 Marzo 2022

Il decreto n. 299 del 6 marzo 2022 si applica ai brevetti, modelli di utilità, disegni o modelli (design) detenuti da soggetti che hanno nazionalità, sede principale, o realizzano la maggioranza dei loro profitti, negli stati che hanno compiuto atti ostili nei confronti della Russia. Tra questi sono ricompresi tutti gli stati dell’Unione Europea e, quindi, anche l’Italia.

Il nuovo decreto altera l’istituto della licenza obbligatoria, la quale era già prevista nell’ordinamento russo in perfetta coerenza con quanto disciplinato dagli accordi internazionali in materia di proprietà intellettuale, in particolare, con l’Accordo TRIPs (Agreement on Trade-related Aspects of Intellectual Property Rights). L’art. 31 dei TRIPs prevede delle garanzie minime per il titolare dei diritti di proprietà intellettuale, tra cui la corresponsione di un “equo” compenso in caso di licenza obbligatoria o utilizzo senza consenso dei suoi diritti. Il recente provvedimento colpisce proprio quest’ultimo aspetto, permettendo di fatto l’uso di una privativa industriale senza alcun tipo di indennizzo.

La recente misura posta in essere dal Governo Russo non solo annienta gli standard di protezione minima garantiti a chiunque detenga legittimamente un titolo di privativa industriale ma, al contempo, fa venir meno equilibri internazionali consolidati da più di 30 anni in materia di proprietà intellettuale.

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