Menomazioni preesistenti e quantificazione del danno: quando lo stato anteriore della vittima ha concausato il consolidarsi di postumi più gravi rispetto a quelli che avrebbe patito la vittima se fosse stata sana al momento dell’illecito

Autore: Lavinia Florimo

25 Novembre 2020

Come quantificare il risarcimento dovuto nel caso in cui lo stato anteriore della vittima abbia concausato il consolidarsi di postumi più gravi rispetto a quelli che avrebbe patito la vittima se fosse stata sana al momento dell’ illecito?
Il danno permanente alla salute consiste in una differenza: quella tra le attività che lo stato di salute della vittima le consentiva di svolgere prima dell’ infortunio e le attività residue che le sono consentite dopo.
Tale principio resterebbe vulnerato se, nella stima del danno alla salute patito da persona invalida, si avesse riguardo solo al delta, ovvero all’incremento del grado percentuale di invalidità permanente ascrivibile alla condotta del responsabile.
D’una persona invalida al 60%, che in conseguenza d’un fatto illecito lo divenga al 70%, non si dirà che ha patito una invalidità del 10%, si dirà al contrario, che ha patito una invalidità del 70%.
1. Tale invalidità andrà convertita in denaro
2. Dopodichè, occorrerà stimare in punti percentuali l’invalidità teoricamente preesistente all’illecito e convertirla in denaro
3. L’ammontare del risarcimento dovuto è pari alla differenza tra l’importo di cui al punto 1 e quello di cui al punto 2
Cassazione San Martino n. 28986/2019

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