Cartello dei Camion

Cartello dei Camion

A seguito della presentazione di una domanda di clemenza da parte di MAN, la Commissione europea ha avviato un’indagine nei confronti dei principali produttori europei di autocarri. Con provvedimento del 19 luglio 2016 la Commissione ha accertato che MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e DAF hanno partecipato a un cartello nell’intero Spazio Economico Europeo (SEE) sul mercato della costruzione di autocarri medi (di peso compreso tra 6 e 16 tonnellate) e pesanti (di peso superiore a 16 tonnellate) per il periodo tra il 17 gennaio 1997 e 18 gennaio 2011. In particolare, il cartello ha avuto per oggetto il coordinamento: (i) dei prezzi dei “listini all’ingrosso”; (ii) della tempistica di introduzione delle tecnologie di riduzione delle emissioni; e (iii) del trasferimento ai clienti dei costi delle tecnologie di riduzione delle emissioni. Avendo riconosciuto al propria responsabilità, queste imprese non hanno impugnato la decisione della Commissione, la quale quindi è divenuta definitiva.

L’attività istruttoria della Commissione è invece proseguita  nei confronti di Scania, la quale, a differenza delle altre case produttrici, non ha ammesso la propria responsabilità. Con provvedimento del 27 settembre 2017 la Commissione ha quindi accertato che anche Scania ha partecipato allo stesso cartello e l’ha condannata a pagare un sanzione di 880 milioni di euro. Scania ha impugnato la decisione della Commissione davanti al Tribunale europeo e successivamente davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE). Il 1° febbraio 2024 la CGUE ha rigettato il ricorso di Scania e quindi la decisione della Commissione che accertato la partecipazione di Scania al cartello è divenuta definitiva.

L’intesa restrittiva della concorrenza accertata in via definitiva dalla Commissione europea ha danneggiato tutte le imprese che hanno acquistato, noleggiato o preso in leasing, da uno qualunque dei cartellisti, tra il 1997 e il 2011, autocarri medi o pesanti, nonché tutte le imprese che hanno acquistato durante lo stesso periodo servizi di trasporto. Il danno risarcibile consiste nel sovrapprezzo pagato per effetto del cartello.

Tra il 2020 e il 2021, Delex ha coadiuvato la strutturazione di una complessa operazione di acquisto collettivo da parte di un terzo finanziatore del credito risarcitorio vantato da un’ottantina di società italiane vittime del cartello. Per la realizzazione dell’operazione Delex ha collaborato con un’importante società di book building italiana e una nota claimant law firm internazionale che ha rappresentato, nel complesso, gli acquirenti di oltre 250.000 camion.

La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 1 febbraio 2024, che condanna in via definitiva Scania, apre ora una nuova finestra temporale per le azioni risarcitorie nei confronti di questa impresa. Peraltro, in ragione della responsabilità solidale tra cartellisti, non solo gli acquirenti di camion prodotti da Scania, ma anche gli acquirenti di camion prodotti dalle altre imprese che hanno partecipato allo stesso cartello (MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e DAF) possono agire nei confronti Scania per il risarcimento del danno da sovrapprezzo causato dal cartello. Le vittime del cartello interessate a far valere il proprio diritto al pieno risarcimento del danno subito potranno avvantaggiarsi del fatto che nel giudizio risarcitorio l’accertamento della violazione effettuato dalla Commissione europea è vincolante per il giudice nazionale.

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