RECUPERO CREDITO | Misure di coercizione indiretta

24 Maggio 2022

La legge n.69/2009 ha inserito l’art. 614 bis c.p.c. che prevede una misura coercitiva indiretta che serve per rafforzare un provvedimento di condanna. In particolare, la norma in esame consente al Giudice di stabilire, a carico del debitore e a favore del creditore, una misura pecuniaria per ogni violazione o inosservanza o ritardo nell’esecuzione della pronuncia di condanna. In particolare, il provvedimento di condanna rafforzabile con la concessione della misura può essere sia una sentenza sia altro provvedimento che contenga un ordine di prestazione (come, ad esempio, l’ordine inibitorio).

La ratio di questo istituto avente origine dall’ordinamento giuridico francese, meglio noto come “astreinte”, è quella di garantire maggior tutela giudiziaria ai beneficiari di obbligazioni di fare infungibile o di non fare, suscitando pressione nei confronti dei loro debitori affinché sia più conveniente per questi ultimi adempiere piuttosto che perpetuare l’illecito.

L’entità della misura coercitiva deve determinarsi in relazione al valore della controversia, alla natura della prestazione, al danno prevedibile e a ogni altro elemento utile.

Come recentemente precisato dalla Corte d’appello di Milano (sentenza n. 1206 del 14/10/2021) “il Giudice è sempre tenuto a valutare la specificità della situazione di fatto sottoposta alla sua attenzione e, alla luce di essa, egli deve sempre esercitare il suo fondamentale potere discrezionale di determinazione della ‘sanzione’ pecuniaria connessa all’inadempimento.”

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