RECUPERO CREDITO | Qual è l’efficacia di giudicato del decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo?

13 Aprile 2022

In più occasioni la Corte di Cassazione ha ribadito la piena equiparazione del decreto ingiuntivo non opposto nei termini perentori di legge, ovvero la cui opposizione sia stata dichiarata estinta, a sentenza passata in giudicato.
Secondo gli Ermellini, infatti, il giudicato, coprendo sia il dedotto che il deducibile, si estende non soltanto all’esistenza del credito azionato, al rapporto di cui esso è oggetto e al titolo su cui il credito e il rapporto si fondano, ma anche all’inesistenza di fatti impeditivi, estintivi e modificativi del rapporto e del credito precedenti al ricorso per ingiunzione.
Sotto quest’ultimo profilo, si segnala l’interessante ordinanza n. 19113/2018 della Suprema Corte, secondo cui il giudicato conseguente alla mancata tempestiva opposizione avverso un decreto ingiuntivo avente ad oggetto il pagamento dei canoni del rapporto di locazione copre anche il fatto impeditivo rappresentato sia dall’inadempimento del locatore quale causa di risoluzione del contratto che dal relativo controcredito risarcitorio del conduttore.
In altri termini, il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo che si concluda con una pronuncia di improcedibilità per tardività dell’opposizione medesima comporta il passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo opposto. Tale definitività copre, dunque, anche la domanda riconvenzionale avente a oggetto il risarcimento del danno che sia stata proposta con l’opposizione medesima.

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