Permane l’obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne, che possa ricorre agli strumenti di sostegno sociale del reddito?

Autore: Irene Maggi

19 Ottobre 2022

La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza n. 29264 del 7 ottobre 2022, è tornata a occuparsi del diritto di mantenimento in favore del figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente, precisandone i presupposti e i limiti applicativi.

La vicenda, sulla quale è intervenuta la pronuncia in commento, riguarda la domanda di un padre per l’ottenimento della revoca dell’assegno di mantenimento della figlia maggiorenne.

La domanda era avanzata in sede di revisione delle condizioni di divorzio tra ex coniugi, in data alla quale la figlia aveva ormai raggiunto i trent’anni di età.

La Corte d’Appello di Napoli respingeva la richiesta del genitore, in particolare evidenziando che la figlia – priva di un titolo di studio qualificante e dunque munita di generica capacità lavorativa – si trovava già nella medesima condizione allorquando, ventiduenne, era stato disposto il mantenimento in suo favore con la sentenza di divorzio.

Il semplice avanzamento della sua età non era motivo sufficiente per revocare l’assegno di mantenimento.

La Suprema Corte ha invece ritenuto fondata la domanda del padre, precisando che i presupposti per la concessione/revisione/revoca del mantenimento a beneficio del figlio maggiorenne tengono conto di:

  • età del figlio;
  • competenze tecnico e professionali acquisite;
  • impegno a trovare un’occupazione.

Il figlio che abbia da tempo superato la maggiore età senza trovare stabile lavoro, non può fare esclusivo affidamento all’obbligo di mantenimento del genitore, come se questo fosse perpetuo.

Dovrà invece diligentemente e responsabilmente ricorrere ai numerosi strumenti di ausilio sociale ed economico, attuati dallo Stato a sostegno del reddito.

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