Dimissioni e rinuncia del datore al preavviso | A fronte delle dimissioni presentate dal lavoratore, il datore di lavoro che abbia rinunciato al preavviso, è tenuto a corrispondere all’ex dipendente la relativa indennità sostitutiva?

Autore: Irene Maggi

30 Novembre 2021

La Corte di Cassazione con la recente ordinanza n. 27934 del 13 ottobre 2021 si è pronunciata sull’obbligo, o meno, di pagamento al lavoratore dimissionario dell’indennità sostitutiva, qualora il datore di lavoro abbia deciso di rinunciare al periodo di preavviso.
La Suprema Corte, con il menzionato provvedimento, si è pronunciata sul caso di un dirigente che, dopo aver rassegnato le dimissioni e aver ricevuto dal datore di lavoro l’espresso esonero dal dovuto periodo di preavviso, otteneva dal Tribunale territoriale un decreto ingiuntivo per la corresponsione della relativa indennità sostitutiva.
La pretesa azionata in sede monitoria dall’ex lavoratore veniva riconosciuta anche in secondo grado dalla Corte di Appello, che dunque confermava il rigetto dell’opposizione proposta dal datore di lavoro.
La Cassazione, nel riformare la decisione di merito, ha dapprima rammentato che l’istituto del preavviso ha lo scopo di tutelare il soggetto che subisce l’interruzione del rapporto di lavoro, mitigando gli effetti pregiudizievoli del recesso unilaterale.
Il preavviso, per ormai costante orientamento giurisprudenziale, ha efficacia obbligatoria e si configura come un’obbligazione alternativa, che consente alla parte recedente di poter proseguire il rapporto lavorativo sino allo spirare del periodo di preavviso, ovvero di interrompere immediatamente la prestazione previa corresponsione di un’indennità sostitutiva alla controparte.
In tal caso, in capo alla parte non recedente sorge un diritto di credito al quale la stessa può liberamente rinunziare, nulla più dovendo all’altra parte.
Pertanto, la Suprema Corte ha concluso affermando che, in assenza di una clausola contrattuale che determini le eventuali conseguenze dell’atto di rinuncia, l’esercizio del diritto di rinunziare di una parte (nel caso di specie, il datore di lavoro) non può determinare l’insorgenza di una corrispondente obbligazione a favore dell’altra parte (il lavoratore dimissionario), posto che la rinuncia al preavviso comporta l’immediata cessazione del rapporto di lavoro senza che al soggetto recedente debba essere corrisposto alcunché.

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